Stereotipo e pregiudizio.La rappresentazione giuridica e mediatica della violenza di genere

Nel podcast di oggi Alberta Giorgi (Università di Bergamo) intervista Flamina Saccà (Università della Tuscia) curatrice del volume Stereotipo e pregiudizio.La rappresentazione giuridica e mediatica della violenza di genere (FrancoAngeli 2021), disponibile in Open Access.

Il volume riporta e discute i risultati di una ricerca finanziata da un bando per le pari opportunità e sviluppata in collaborazione con l’associazione Differenza Donna. I contributi prendono in considerazione tre aspetti del modo in cui la violenza contro le donne è raccontata e rappresentata: il primo riguarda la rappresentazione mediatica e il modo in cui la stampa rappresenta la violenza di genere (sono state analizzate 15 testate nazionali, per un totale di quasi 17.000 articoli). Il secondo aspetto considera la rappresentazione giuridica e ha riguardato l’analisi di sentenze di casi di violenza contro le donne discussi in tribunale. A questo proposito, Flaminia sottolinea la difficoltà nel reperire questo tipo di fonti – una difficoltà che, afferma, ha anche un significato politico, perché solo con in mano dati e informazioni è possibile affrontare davvero il problema. Il terzo aspetto considera il modo in cui donne abusate e che hanno subito violenza la raccontano (e si basa su lunghe interviste).

Pochi sono i dati a disposizione: la ricerca più estesa è stata svolta da Istat nel 2014 (e i risultati mostrano che un terzo delle donne intervistate ha subito una qualche forma di violenza – e che solo il 10% ha denunciato). È cruciale, afferma Saccà, un lavoro di sensibilizzazione e di trasparenza – e rivolge un appello ai decisori politici perché agiscano in tal senso, rendendo disponibili i dati e permettendo un monitoraggio. Il progetto da cui nasce questo volume ha svolto alcuni passi nella direzione di far crescere la consapevolezza attraverso formazioni rivolte a giornalisti/e, forze dell’ordine, giudici, studenti, avvocati/e, magistrati/e..

I risultati mostrano che ci sono alcuni elementi ricorrenti nel modo in cui la stampa tratta la violenza contro le donne, trasversali a tutte le testate, indipendentemente dall’orientamento politico: l’assenza dell’uomo, per cui la morte sembra una tragica fatalità, il racconto di circostanze aggravanti (come l’abuso di alcol) come fossero invece elementi attenuanti, l’interpretazione della violenza come di un impulso di natura incontrollabile. Anche sul piano giuridico, poco note sono le risorse internazionali come la Convenzione di Istanbul. I risultati, commenta Saccà, mostrano che la parità di genere è di là da venire e in effetti l’Italia è al 63° posto per Gender Gap nella classifica stilata dal World Economic Forum (il rapporto si trova qui).

Per approfondire, Flaminia suggerisce:

Buon ascolto!

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