
Nella puntata di oggi Matteo Zani (Università Bocconi di Milano), intervista Valeria Verdolini (Università degli studi di Milano) sul suo nuovo libro “Abolire l’impossibile. Le forme della violenza, le pratiche della libertà.”, pubblicato da Libreriauniversitaria.it (2025)
Questo volume analizza la storia della violenza, la parte che ha nelle istituzioni e i modi in cui si può presentare. La violenza fisica è soltanto l’aspetto più evidente del fenomeno, perché c’è un filo rosso che collega la storia della schiavitù alla nascita del capitalismo, il colonialismo alla costruzione dei confini, l’emarginazione degli ultimi alla nascita della cittadinanza. Abolire le prigioni, i confini, le polizie sono gli ambiti da cui Verdolini parte per allargare il discorso a nuove sfide politiche e sociali. Guardando alla storia delle abolizioni riuscite – la schiavitù negli Stati Uniti o i manicomi in Italia – si arriva al concetto di «abolizioni impossibili», ossia quelle strutture che perpetuano i meccanismi di oppressione: patriarcato, razzismo, proprietà, lavoro… Contro queste dinamiche apparentemente incrollabili si può fare qualcosa, ma la risposta chiede un duplice sforzo, culturale e operativo: l’ammissione del privilegio e l’impegno per costruire istituzioni altre. L’abolizionismo che ci racconta Verdolini si fonda sulla speranza e propone trasformazioni radicali, che sono ormai i due orizzonti indispensabili per la sopravvivenza della democrazia.
Valeria Verdolini consiglia:
Libri:
- Franco Ongaro Basaglia, “L’istituzione negata“, Baldini & Castoldi Editore (1998)
- Maraiame Kaba, “We Do This ‘Til We Free Us Abolitionist Organizing and Transforming Justice” Haymarket Books (2021)
- Angela Davis, “Aboliamo le prigioni? Contro il carcere, la discriminazione, la violenza del capitale“, MinimiumFax (2022)
- Toni Morrison, “Amatissima“, Sperling&Kupfner (2013)
Film:
- Green Border diretto da Agnieszka Holland (2023)
Playlist musicale:
Buon ascolto!