Preferirei di no. Perché il crollo delle nascite ha radici lontane

Nel podcast di oggi Patrizia Farina (Università di Milano Bicocca) intervista Giuseppe Micheli (Università di Milano Bicocca) sul suo volume dal titolo Preferirei di no. Perché il crollo delle nascite ha radici lontane.

Preferirei di no analizza il tema delle scelte procreative, evidenziando che per contrastare il calo delle nascite non basta, per le nuove generazioni, la pur necessaria redistribuzione di risorse, lavoro e servizi. La chiave economica è infatti inadeguata, da sola, a dare risposte efficaci al mutamento che ha avuto luogo, l’affermarsi della “non scelta” di avere un figlio.
Due “trappole” paiono decisive nel contribuire a questo stato di cose. In primo luogo, ricostruendo l’evoluzione degli umori individuali e collettivi delle generazioni susseguitesi nell’ultimo quarto del Novecento, emerge la frantumazione del capitale di fiducia in dote a giovani donne e uomini, risorsa indispensabile per decidersi a scegliere di avere un figlio. A questa prima “trappola” si somma la seconda, data dall’incapacità del maschio mediterraneo di fare propri alcuni codici affettivi.
Serve pensare a proposte possibili, senza illudersi in merito alla loro efficacia, pescando anche da ipotesi già abbozzate in passato ma rimaste sinora incompiute.

Per approfondire, Giuseppe Micheli consiglia:

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